08 marzo 2014

Fashion Playlist by LaFetch - Wild Beasts (and 8 March)

8 Marzo.
Vorrei fare un augurio speciale riportando alcune delle parole che un mio amico ha dedicato a questo giorno:


Auguri a tutte le donne che possono definirsi tali.
Auguri a tutte le donne che la mattina possono guardarsi allo specchio senza veder riflessa ogni volta un'immagine diversa.
A tutte quelle donne che amano, odiano, discutono, insultano e rompono le palle mettendoci il cuore perché altrimenti non sarebbero loro.
Ancora Auguri a tutte le donne che non si nascondono dietro un dito ma che vanno dritte per la propria strada con tutti i pro e i contro dovuti.
A tutte le donne che proteggono la propria Femminilità tutti i giorni e che non si trasformano in escort durante il fine settimana.
Auguri a tutte le donne che sanno cosa significa essere una donna 365 giorni l'anno.
Ricordate che la bellezza esteriore con il tempo appassisce e che prima o poi si dovranno fare i conti con ciò che si è realmente.
Auguri Donne!
Una festa che dura una vita.
A.G.


Proprio con queste parole, apro la presentazione di LaFetch, che per me rispecchia il modello di una grande donna. Anche se devo ammetterlo, quando mi arrivano tramite email le sue recensioni e leggo il titolo, non capisco quasi mai qual è il gruppo che recensisce e qual è il titolo del brano! Per fortuna lo scopro nelle prime 10 righe di articolo in cui mi rendo conto che vale la pena finire di leggerle e subito dopo ascoltare la canzone che ci consiglia. Sto parlando delle recensioni di Federica Farassini, appassionata di musica e cantante, promettente critica del mondo della musica, nonché cara amica e compagna di avventure! Nata a Biella, ventisei anni, ve la presento ogni volta ma ormai la conoscete benissimo! Oggi ci parla dei "Wild Beasts"!  -Laura-



















Wild Beasts - Present Tense

Li ho sentiti per la prima volta ad un festival a Parigi (vi ho già raccontato della mia esperienza in Francia? Sì?! Probabilmente sto rimbambendo, e la voglia di tornare a vivere là mi fanno diventare ripetitiva, désolée). Beh, quando salirono sul palco non li conoscevo, lo ammetto, e ricordo che rimasi a bocca aperta durante tutto il concerto per l'atmosfera che questi quattro ragazzi in trasferta dall'oltre Manica erano riusciti a creare: si sa che tendenzialmente i festival sono un po' caciaroni, purtroppo troppo spesso affollati di persone che non sanno nemmeno bene perchè sono lì e che non fanno altro che sbronzarsi e riempirsi di sostanze illecite urlando a caso, infastidendomi non poco, tendenzialmente a causa dell'"urlare a caso". Beh quella volta i Wild Beasts riuscirono a far star zitti anche i più restii, come ipnotizzandoli (a quel punto però mi chiesi se non fosse prettamente a causa delle sostanze illecite in realtà) e cullandoli con le loro dolci melodie. Albatross (https://www.youtube.com/watch?v=qUJYqhKZrwA) divenne per un buon periodo di tempo la canzone da ascoltare a qualsiasi ora del giorno, ma principalmente della notte, nell'intimità della mia abitazione di 13mq (aaaaaaah, bella Parigi!), con i pensieri rivolti a chissà cosa e a chissà chi.
Beh, finalmente dopo Smother (2011, Domino) i Wild Beasts tornano alla ribalta con un lavoro sublime. Present Tense (2014, Domino) è un album maturo, raffinato, intenso, toccante. I ragazzi tirano fuori le unghie e ci fanno sentire come sappiano fare un ottimo uso dell'elettronica. Ma attenzione, non si tratta dell'elettronica che ormai, ahimè, tutti, ma TUTTI, i gruppi indie buttano a caso qua e là nei loro pezzi, si tratta di un uso concettuale dello strumento, figlio della storia della musica degli anni '80 e '90 che rivela tracce di synth-pop e ambient, ma anche con qualche sfumatura pseudo techno, che ritroviamo principalmente nel singolo Wanderlust - madonna che pezzo! 
Devo confessare che tra le due voci dei cantanti trovo più affascinante quella di Tom Fleming, più greve, intensa, ma devo altresì riconoscere che il marchio di fabbrica della band è, anche e soprattutto, il timbro esile, morbido ed etereo di Hayden Thorpe. In ogni caso all'interno di questo album le due si bilanciano alla perfezione, lasciando ampio respiro ad entrambe, con un saggio gioco di scaletta.
Ci sono molte band alle quali potrei accostare questi ragazzi di Kendal, ma dopo il primo ascolto del nuovo album la prima che mi è venuta in mente sono stati i Depeche Mode. Poi sono arrivati gli Smiths, i New Order e i Talking Heads. Ed infine gli Editors. 
Beh, se non li conoscete ancora, dal momento che le band sopracitate non fanno propriamente schifo e che anche solo avvicinarsi alle loro sonorità è un'opera d'arte, direi che non avete scuse: approfondite!

Eccezionali. I re dell'art pop contemporaneo.



























Wild Beasts - Present tense

The first time I heard them was at a festival in Paris (have I already told you about my French experience? Yes?! I'm probably becoming senile and the desire to come back there make me become repetitive, désolée). Well, I admit that when they came on the stage I didn't know them and I can remember I remained astonished by the atmosphere they had been able to create during all the gig: everyone knows that festivals are not the best places to listen to live music, in fact there's always someone next to you completely drunk and high screaming for nothing and I admit this really piss me off (obviously because of the randomly screaming). Well, Wild Beasts in that occasion had been able to shut everyone up, as if they'd hypnotized them and lulling them with their music. Albatross (https://www.youtube.com/watch?v=qUJYqhKZrwA) became for quite a while my song to be listened no matter what time day or, preferably, night in my 13 sm room (lovely Paris!), with my thoughts flying I don't know where and why.
Well, finally after Smoother (2011, Domino) WIld Beasts come back with a sublime work. Present Tense (2014, Domino) is a mature, refined, intense and touching album. The kids show us they've grown up by they're skilled use of electro. But, careful, we're not talking about the electro that by now every, but I mean EVERY, indie rock band use without originality, no here we're in front of a conceptual use of the instrument, son of the 80s and 90s' music history that reveals traces of synth-pop and ambient music, but also with some shade of techno, principally in Wanderlust - what a song!
I admit that I prefer Tom Fleming's voice, heavier, more intense than Hayden Thorpe's one, thinner, soft, ethereal, which actually is the label of the band. Anyways, in this album they're both perfectly balanced, with wide space each with a smart playlist.
I could associate the Kendal's guys to a huge variety of bands, but at the first listening only Depeche Mode came to my mind. Afterwards came The Smiths, New Order and Talking Heads. And then, finally, Editors.
Well, if you still don't know them, since the mentioned bands are everything but disgusting and that even only go near to they're sonorities is an art work, I'd rather say you have no excuses: expound upon!

Extraorinaries, contemporary art-pop kings.

Federica Farassini, LaFetch













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