10 brani da conservare nel cassetto: parte 3, formula estiva.

Nel disperato tentativo di chiudere la valigia, con vana attenzione ai consigli di Laura, ho pensato di preparare una selezione di brani, sempre 2020, che possa accompagnarmi nel viaggio.
Spoilero subito: non è una playlist danzereccia (per quella consultare qui, fresca di matrimonio). Io voglio sogna', tra una curva e l'altra di rientro dal mare, per distrarmi da salsedine e scottature varie, o in attesa apertura gate, per riflettere curiosa su chi mi circonda.
Insomma, ecco a voi qualcosa che possa accompagnare momenti sospesi, da sguardo perso.


1. In cima alla lista il nuovo singolo di Sufjan Stevens, America. 12 minuti di perfezione.


2. A seguire Valentine, nuovo singolo dei Travis, che cambiano veste rispetto a brani come Sing, o Flowers in the window e si cimentano in distorsioni e sound più cupi.

3. Sul podio anche Overlord, di Dirty Projectors, band che ho iniziato ad apprezzare solo di recente, ma direi meglio tardi che mai.

4. Di presenza storica nelle mie playlist sono, invece, i My Morning Jacket (adoro il loro frontman, Jim James). Feel you fa tanto tramonto, anche quando il sole è ancora alto.

5. The Texas Gentlemen, al numero 5, è una band che ho appena scoperto grazie ad una storia instagram. Tutto l'album è molto seventies e Charlie's house, che fa un po' America e un po' The Band, in particolar modo.

6. Chi disprezza, compra. Così si può riassumere il mio approccio al nuovo album di Taylor Swift (metaforicamente, al momento mi fermo all'ascolto in streaming). Alla fine quella che ascolto più spesso è proprio la più rappresentativa del suo approccio pop: Invisible string.

7. Quanto ci manca Chris Cornell. La sua cover di Patience è qualcosa di ipnotico. Mi sento quasi di sbilanciarmi e dire che la preferisco all'originale.

8. Scusate, ma ultimamente non posso fare a meno del tocco country di Margo Price. Prisoner of the Highway fa al caso mio, sperando che non sia un cattivo auspicio per le partenze intelligenti.

9. Sempre originale e terribilmente soft, Devendra Banhart si è guadagnato il nono posto con la sua It's not always funny.

10.    Chiudono la lista Khruangbin, con il brano Pelota. Lo spagnolo al di là del reggaeton, ogni tanto ci può stare. D'altronde una non esclude l'altra.

Link alla playlist Spotify 2020 

Buon viaggio,
Martina

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